Donne Bag

Esistono al mondo due tipi di donne.
Le donne “purse” e le donne “bag“.

Le donne-purse le riconosci subito.
Sono esemplari unici per grazia, fierezza ed eleganza. Passeggiano, in genere in branco, con fare sicuro e andatura lenta. Forti nei loro tacchi a spillo e cappotti marcati Burberry si pavoneggiano per la città con aria altezzosa e con la puzza sotto il naso (ovviamente di Chanel n5).
Queste creature si distinguono per una dote innata che le rende particolarmente attraenti agli occhi del pene-sapiens-sapiens:
la straordinaria capacità di avere sempre tutto sotto controllo.
Gli scienziati di tutto il mondo non riescono ancora a trovare una spiegazione a questo fenomeno ma pare che le donne in questione riescano a “strizzare” nelle loro minuscole, eleganti e griffatissime “purse” 4X4 tutto l’occorrente per far fronte a qualunque evenienza.
Ti si è scaricata la penna? Tranquillo, la donna purse ne ha sempre una di riserva.
Un’improvvisa emicrania ti sta rovinando la serata? La donna purse ha sicuramente dell’ibuprofene che può fare al caso tuo.
Devi andare in bagno ma hai dimenticato i fazzoletti? Se hai una amica purse, la catastrofe è scampata.
Pensi che donne così siano rare. Eppure sono sempre lì, davanti agli occhi delle altre comuni mortali. Pronte a farle sentire insignificanti e socialmente depredabili.
Semplici e inadeguate “Donne bag.”
Le comuni mortali, o “donne-bag” appunto, hanno doti (o per meglio dire non-doti) totalmente opposte alle donne purse.
Le donne bag hanno il rossetto sui denti e il Rimmel (che la commessa aveva giurato e spergiurato essere watherproof) che gli cola da tutte le parti già alle nove di mattina. I capelli ingrifati di chi non ha mai il tempo di sistemarseli, le scarpe basse di chi deve fare scatti felini alla Usain Bolt per non perdere il pullman al mattino e l’unico aroma di cui profumano è quello del Dove black and white di cui si cospargono le ascelle.
Nelle loro enormi e poco aggraziate “bag”, fuori luogo e poco estetiche a prescindere dal fatto che sia ora di panzo, aperitivo o cena, queste donne non riescono a metterci proprio na cippa de niente. E quel poco che ci fanno entrare (chiavi, portafogli e sigarette) non riescono comunque a trovarlo nel momento del bisogno. Le riconosci subito anche loro.
Sono quelle che restano sotto al portone tre ore prima di arrendersi e bussare al citofono. Quelle che in bagno sudano quattro camicie per “mantenere la posizione” e non sedersi sul water e si accorgono solo alla fine che la carta è finita. Quelle disorganizzate, impacciate, imbranate, che hanno fatto delle leggi di Murphy assiomi fondamentali della loro esistenza.
Inutile ovviamente specificare la mia categoria di appartenenza.
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